giovedì 28 gennaio 2010

The Invention of Lying

di Ricky Gervais e Matthew Robinson, 2009






















In a world where everyone can only tell the truth, he's just invented the lie!
Ovvero: un soggetto fantastico che si presta a battute facili ma non per questo sgradevoli. Se il lui fosse, che ne so, Jim Carrey, in Italia avrebbe potuto competere con i cinepanettoni. Invece lui è Ricky Gervais, qui anche co-regista, faccia di culo di attore che nessuno si caga in quanto incarna perfettamente l'uomo ordinario: poco bello e poco simpatico. Era così anche in Ghost Town, un'altra splendida commedia "amara" chiaramente trascurata nel belpaese.
La trama di The Invention of Lying potete immaginarvela. La bella di turno è Jennifer Garner, che è abbastanza fastidiosa, saranno le orecchie a sventola. Tutto funziona grazie all'atipicità del protagonista che si porta sulle spalle il peso della bugia sdoganata per fare del bene, senza quindi smascellarsi dalle risate come avrebbe fatto il Jim Carrey di turno ma mantenendo una rigidità fisica e mentale figlia dell'insicurezza degli ultimi anni. Della serie: inventati le più grasse cazzate che vuoi, ma dacci un posto di lavoro. Divertente cameo di Philip Seymour Hoffman.

martedì 5 gennaio 2010

Arlen Faber

di John Hindman, 2009

Anche noto come The Answer Man, Arlen Faber è un filmetto simpatico e sciocchino per famiglie buone, da vedere tutti seduti sul divano bevendo coca cola. Arlen è uno scrittore di successo, un elargitore di perle di saggezza cartacea politically correct. Peccato sia isterico, solo, depresso, egocentrico, egoista e anche un po' fallito. Ma con l'ammmore tutto si aggiusta, no?
Commedia sentimentale dalla sceneggiatura classica, gradevole nella sua leggerezza tutta colorata, irritante nelle cadute di stile a base di retorica, abbracci e gente che piange. Però il cast è ottimo: Lauren Graham è sempre una mamma abbastanza amica e piuttosto gnocca e i personaggi di contorno, anche se poco approfonditi, danno respiro alla love story. E poi c'è Jeff Daniels finalmente protagonista, un mito del passato che ha saputo riciclarsi nel migliore dei modi, accettando anche piccole parti in piccoli film, senza mai osare nè strafare, facendosi notare in molte delle migliori pellicole indipendenti degli ultimi anni (da The Squid and the Whale fino al recente Away We Go).
Arlen Faber Farebbe un figurone la domenica pomeriggio su rete4, al posto della 17834ima replica di Piccole Donne.

lunedì 4 gennaio 2010

Good Dick

di Marianna Palka, 2008

Certo un titolo come Good Dick è poco invitante. Pochi cazzi, però: c'è Lui e c'è Lei. Lui è Jason Ritter, figlio di John. Lei è Marianna Palka, ha 28 anni ed è anche la regista. Lui lavora in videoteca, insieme a colleghi stupidi come in High Fidelity. Lei non fa niente se non affittare film hard. Lui dorme in macchina perchè non ha casa. Lei è la donna più problematica della storia del cinema. Lui è tutto sommato un gran burlone. Lei rende il mutismo un'arte che fa incazzare. Lui si incazza però la ama. Sundance-commedia super leggera ma non troppo, tenera e progressiva condivisione di letto senza zucchero, in qualche luogo senza stagione in cui non c'è bisogno della felpa calda e problematiche di contorno di quelle che ti dimentichi dopo due ore. Lui e Lei, però, ti si appiccicano in testa, chissà perchè. Ottimo esordio.